
Io credo che costruire le città per le automobili significa eliminare l'idea stessa di città, che per definizione è luogo di diretta esperienza sensuale. Le macchine non devono essere ammesse nella convivenza oltre i limiti in cui cominciano a distorcere l'esperienza sensuale degli umani (vista, tatto, olfatto, udito, gusto, scambio verbale e gestuale). Al di sotto di questi limiti, l'ingresso delle automobili nella convivenza sia regolato secondo le stagioni, i giorni della settimana, le ore del giorno, e naturalmente le circostanze prevedibili o impreviste che in ogni città accadono. Non si tratta di fantasia perchè disponiamo di mezzi tecnologici che rendono possibile la regolazione intelligente di ogni cosa. Manca invece l'immaginazione e la volontà di cambiare.
GIANCARLO DE CARLO, architetto, 1987.